Latina, amministrava società ma lavorava in nero e percepiva il RdC: soldi confiscati

Nonostante l'uomo fosse ufficialmente socio amministratore di due società, lavorava in nero e percepiva i soldi del Reddito di Cittadinanza

Latina: la Sezione Operativa Navale di Gaeta, a seguito di un controllo in mare effettuato, congiuntamente con l’I.T.L. (Ispettorato Territoriale del Lavoro), nelle acque dell’Isola di Ponza, la scorsa estate, ha individuato un cittadino italiano, trovato alla guida di una imbarcazione da diporto destinata al noleggio nautico, che era sia rappresentante legale ed amministratore di alcune società, lavorava in nero, ma soprattutto percepiva il Reddito di Cittadinanza.

Nonostante l’uomo fosse ufficialmente socio amministratore di due società, lavorava in nero e percepiva i soldi del Reddito di Cittadinanza

Difatti dopo approfonditi accertamenti scaturiti dall’incrocio delle informazioni sullo stato patrimoniale e dei redditi percepiti dalle persone fisiche e dalle società, contenuti nelle banche dati del Corpo ed incrociate con i dati in possesso all’Inps, questa persona, si è scoperto essere impiegata come lavoratore “in nero” per una società di noleggio, ed è risultato essere percettore del Reddito di Cittadinanza dal mese di gennaio 2022.

Tutto questo nonostante quest’ultimo fosse oltretutto ufficialmente il rappresentante legale e socio amministratore di due società di capitali.

Da qui è scattata la segnalazione alla competente Autorità Giudiziaria per la mancanza di requisiti del beneficio sociale e la contestuale segnalazione all’Inps.

Immediata l’interruzione dell’erogazione del beneficio e l’avvio contestuale delle procedure per il recupero dei soldi indebitamente percepiti, pari a circa 5.700 euro.

Si tratta soltanto dell’ultimo caso di illegale percettore dei soldi del reddito di cittadinanza, dopo quello che vi avevamo descritto a metà di questo mese di novembre, con, in particolare un ” furbetto” di Anzio che riceveva il Rdc ma aveva la barca (leggi qui).

Questo soggetto, un cittadino italiano, usufruiva di una imbarcazione intestata ad una società di cui era amministratore unico.

Nella sua dichiarazione aveva “dimenticato” di dichiarare che era rappresentante e amministratore in carica di sette società regolarmente iscritte nel registro delle imprese, di essere in possesso di partecipazioni societarie per un valore di oltre euro 100.000 e di avere un patrimonio immobiliare (definito ai fini I.S.E.E) del valore di 160.000 euro.

Oltre a lui, in questa indagine della Polizia Economico Finanziaria erano stati scoperti 13 soggetti che hanno percepito per anni complessivamente 98mila euro senza averne in realtà il diritto.

Nel dettaglio, le barche erano ormeggiate ed il reddito di cittadinanza arrivava puntualmente sul conto. Con tanto di false attestazioni per nascondere i beni. Ecco l’ultimo imbroglio dei finti poveri scoperto dalla guardia di finanza. Pochi giorni fa i carabinieri avevano smascherato 27 percettori scorretti (leggi qui)

Erano infatti risultati essere intestatari di imbarcazioni da diporto, in alcuni casi intestate, con false autocertificazioni, ad estranei rispetti al nucleo familiare

Tra i requisiti presenti nel decreto legge che nel 2019 ha istituito il reddito di cittadinanza, in particolare ce ne è uno che fa espressamente riferimento alla nautica da diporto prevedendo che il beneficiario non deve essere intestatario di navi o imbarcazioni da diporto. Lo stesso vale per tutti i componenti del proprio nucleo familiare.

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Roma e Anzio, percepivano il reddito di cittadinanza ma avevano la barca (VIDEO)