Come cambia il Reddito di cittadinanza con la manovra di bilancio 2023

Il Reddito di cittadinanza si avvia verso la sua abolizione e l’anno prossimo sarà di transizione: erogazione massima per otto mesi

Reddito di Cittadinanza

Con la manovra di bilancio 2023 approvata dal Consiglio dei Ministri nella notte scorsa, arriva una «manutenzione straordinaria del reddito di cittadinanza, che si avvia verso la sua abolizione, con un periodo transitorio nel 2023 con maggiori controlli sul fronte di chi lo percepisce e di chi riceve offerte di lavoro».

Il Reddito di cittadinanza si avvia verso la sua abolizione e l’anno 2023 sarà di transizione: erogazione massima per otto mesi

Il nuovo meccanismo di applicazione è spiegato in una nota del Mef, Ministero dell’Economia e Finanza. Il reddito «sarà abrogato il 1 gennaio 24 e sarà sostituito da una nuova riforma. Previsto un risparmio di 734 milioni per il 2023. I risparmi di spesa finanzieranno un apposito fondo che finanzierà la riforma complessiva per il sostegno alla povertà e all’inclusione».

Con la manovra «inizia il periodo transitorio verso l’abolizione del reddito di cittadinanza. Dal 1 gennaio 2023 alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) è riconosciuto il reddito nel limite massimo di 8 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili».

«È inoltre previsto – comunica il Mef – un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. In mancanza, decade il beneficio del reddito. Si decade anche nel caso in cui si rifiuti la prima offerta congrua».

Agevolazioni per le assunzioni

Nel quadro delle agevolazioni fiscali, il Consiglio dei Ministri ha varato anche il taglio del cuneo fiscale fino 3% per i lavoratori dipendenti con redditi bassi. È previsto l’esonero contributivo del 2% per redditi fino a 35.000 euro e del 3% per redditi fino a 20.000 euro. Inoltre, per i dipendenti è prevista un’aliquota al 5% per i premi di produttività fino a 3.000 euro. Vengono agevolate le assunzioni a tempo indeterminato con una soglia di contributi fino a 6 mila euro per chi ha già un contratto a tempo determinato e in particolare per le donne under 36 e per i percettori del reddito di cittadinanza.