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Roma e Anzio, percepivano il reddito di cittadinanza ma avevano la barca (VIDEO)

La barca ormeggiata e il reddito di cittadinanza sul conto: la guardia di finanza smaschera tredici finti poveri

Le barche ormeggiate e il reddito di cittadinanza direttamente sul conto. False attestazioni per nascondere i beni. Ecco l’ultimo imbroglio dei finti poveri scoperto dalla guardia di finanza. Pochi giorni fa i carabinieri avevano smascherato 27 percettori scorretti (leggi qui). 

La barca ormeggiata e il reddito di cittadinanza sul conto: la guardia di finanza smaschera tredici finti poveri

L’indagine di Polizia Economico Finanziaria ha permesso di individuare 13 soggetti che hanno percepito per anni complessivamente 98.000 euro senza averne in realtà il diritto.

Sono infatti risultati essere intestatari di imbarcazioni da diporto, in alcuni casi intestate, con false autocertificazioni, ad estranei rispetti al nucleo familiare

Tra i requisiti presenti nel decreto legge che nel 2019 ha istituito il reddito di cittadinanza, in particolare ce ne è uno che fa espressamente riferimento alla nautica da diporto prevedendo che il beneficiario non deve essere intestatario di navi o imbarcazioni da diporto. Lo stesso vale per tutti i componenti del proprio nucleo familiare.

Le fiamme gialle aeronavali di Civitavecchia stanno approfondendo tutte le informazioni acquisite dagli oltre 3.800 controlli di polizia eseguiti in mare negli ultimi due anni, tramite il controllo incrociato tra le banche dati in possesso al Corpo ed all’I.N.P.S. per verificare l’illecita percezione del Reddito di Cittadinanza.

Il furbetto di Anzio

L’ultimo, in ordine di tempo, è stato smascherato dalla Sezione Operativa Navale di Anzio: il soggetto, cittadino italiano, usufruiva di una imbarcazione intestata ad una società di cui era amministratore unico.

Nella sua dichiarazione aveva “dimenticato” di dichiarare che era rappresentante e amministratore in carica di sette società regolarmente iscritte nel registro delle imprese, di essere in possesso di partecipazioni societarie per un valore di oltre euro 100.000 e di avere un patrimonio immobiliare (definito ai fini I.S.E.E) del valore di 160.000 euro.

Tutti i soggetti individuati sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria e contemporaneamente all’I.N.P.S. per l’immediata interruzione dell’erogazione del beneficio e per l’avvio delle procedure per il recupero delle somme illecitamente percepite.

L’attività condotta è un chiaro esempio della trasversalità dell’azione investigativa dimostrata dagli specialisti del comparto aeronavale della Guardia di Finanza.

Partendo da un semplice controllo a mare, grazie al costante aggiornamento delle tecniche di investigazione economico finanziaria, riescono a contrastare l’azione dei “furbetti”, che sottraggono risorse dello Stato destinate a persone bisognose e/o svantaggiate.

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