Ostia, muore d’infarto: il cadavere viene portato via da casa solo tre giorni dopo

Dopo la morte per attacco cardiaco ci sono voluti tre giorni per far ritirare il cadavere dalla polizia mortuaria

Ostia: una terribile storia di “disservizio pubblico” investe la cittadina lidense, con un uomo, deceduto venerdì scorso, il cui cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato portato via dalla casa in cui risiedeva, all’idroscalo, con la polizia mortuaria che si è materializzata solo alle 20 di oggi, tre giorni dopo, lunedì 31 ottobre.

Dopo la morte per attacco cardiaco ci sono voluti tre giorni per far ritirare il cadavere dalla polizia mortuaria

Patrizia Bruno, volontaria impegnata nell’assistenza sociale, che racconta la vicenda dalla sua prospettiva tramite un lungo e dettagliato post facebook che sta facendo scalpore per la sua crudezza: “Ricevo una telefonata da un numero anonimo da una ragazza che chiamandomi per nome mi chiede aiuto per un suo amico dicendomi che venerdì notte gli è  morto il fratello ma a tutt’ oggi ancora non hanno portato via il corpo da casa. Penso ad uno scherzo, indago su chi è  parlarmi e capisco che è S., una ragazza che conosco e aiutiamo e realizzo che il racconto è reale. Mi faccio passare il fratello del defunto che tra una lacrima e l’altra mi dice i dati del fratello, l’ indirizzo di casa e il suo numero di telefono e mi implora di trovare il modo di far portare via il corpo del fratello ormai maleodorante  che giace nella stanza di fianco da tre giorni”. 

Patrizia spiega: “Chiamo i  Carabinieri che mi confermano di essere stati sul posto assieme all’ambulanza la sera del decesso e di aver provveduto a fare immediata segnalazione del decesso e richiesta di intervento della polizia mortuaria e Ama per il ritiro del corpo. Allora chiamo il comune di Roma per poter parlare con chi di competenza ma mi consigliano di chiamare la polizia mortuaria che purtroppo non risponde al telefono. La rabbia sale ed il pensiero di quest’uomo invalido e solo in casa a vegliare da 3 giorni il fratello morto non mi dà pace. Decido di chiamare l’assessore Denise Lancia che  si è subito attivata tramite i canali istituzionali  e finalmente mezz’ ora fa la salma è stata portata via.  Una sola parola per il disservizio: Vergogna.

Stessa vicenda da altro punto di vista, quello di Franca Vannini, rappresentante Comunità Foce del Tevere: “Venerdì notte, purtroppo è venuto a mancare, un cittadino dell’Idroscalo, un cittadino polacco, una brava e tranquilla persona, per un infarto,  il fatto  vergognoso è che lo hanno portato via, la polizia mortuaria, soltanto oggi, esattamente alle 20.00 di stasera. Quindi il cadavere è stato tre giorni in casa, premetto che sono stati chiamati tutte le istituzioni, comprese le forze dell ordine, anche il nostro prete si è attivato…. Vergognosi…Mi fa pensare questo fatto, ma che per caso per le Istituzioni ci sono figli e figliastri?  Eppure una semplice volontaria si è attivata, per poter dare pace a un’anima, grazie Patrizia Bruno. R. I. P. Cristoforo”.

Onestamente crediamo che dalla durezza di queste due testimonianze si evidenzi una tragica sciatteria e lentezza nei servizi di base come questo, in tempi dove neanche una volta morti si può avere una rapida e degna sepoltura.

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