Anzio: “È lui il violentatore seriale”. Tradito dai social

Dopo indagini durate mesi, le forze dell'ordine sono riuscite ad arrestare un violentatore seriale all'apparenza innocuo ed insospettabile

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Anzio: un violentatore seriale giovanissimo e all’apparenza innocuo è stato tradito dalla foto del suo profilo facebook. Così le sue vittime sono state in grado di riconoscere la sua identità, grazie alla sua immagine postata sul popolare social.

Dopo indagini durate mesi, le forze dell’ordine sono riuscite ad arrestare un violentatore seriale all’apparenza innocuo ed insospettabile

Un volto truce, un appetito sessuale vorace, che mai dimenticheranno.

Giorni prima questo ragazzo aveva, dallo stesso profilo, inviato messaggi aggressivi, prima di violentare direttamente in strada una 30enne che era intenta ad andare a lavorare.

La foto è entrata in possesso degli investigatori, che l’hanno mostrata anche ad una cinquantenne che il violentatore aveva “puntato” mentre stava prendendo la tintarella in giardino e anche lei ha confermato che l’assalitore era lui.

Un vero e proprio maniaco sessuale che era abilissimo, con scuse e stratagemmi, a conquistarsi la fiducia delle sue “prede”, per poi violentarle.

Scoperto dai carabinieri della compagnia di Anzio, su impulso del giudice per le indagini preliminari, hanno ammanettato G.M. 21enne operaio di Aprilia e lo hanno condotto nel carcere di Velletri.

Per lui, nessun reato precedente, una persona che conduceva un’esistenza all’apparenza lontana da ogni tipo di crimine, regolarmente assunto e fidanzatissimo, ma che adesso sarà sottoposto nella giornata di lunedì all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice.

Le sue violenze partono da lontano, addirittura dal marzo scorso, dove a raccontare di aver subito un’aggressione a sfondo sessuale che sarebbe ascrivibile all’arrestato era stata una donna ad Anzio, quella che si stava per l’appunto recando a lavoro.

Il giovane le ha parlato e poi ha iniziato selvaggiamente a toccarla dappertutto, sbattendola al muro, continuando a palparla, denudandola, prima che le grida della ragazza lo obbligassero a fuggire.

L’episodio dell’aggressione alla 56enne che stava prendendo il sole nel suo giardino è avvenuto invece a Lido dei Pini.

Anche in questo caso, stesso modus operandi collaudato: qualche parola gentile, per entrare in contatto con la signora e poi la furia implacabile del 21enne che si scatena, strappandole il costume di dosso e seguitando a palpeggiarla senza remore.

Similmente al primo episodio, le grida della donna l’hanno costretto alla fuga.

Nel corso dei mesi, le indagini degli operanti hanno passato al setaccio le celle telefoniche, unitamente al controllo dei profili social.

Così è stato possibile confermare la presenza del ragazzo nei luoghi e negli orari raccontati dalle vittime del predatore sessuale, “incastrandolo”.

Ora si attende di capire se il Giudice per le Indagini preliminari lo libererà, per mancanza del requisito della pericolosità sociale, oppure, in caso contrario, confermerà la sua permanenza in prigione.

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