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Morte di Francesco Valdiserri: fatale una sterzata improvvisa dell’automobilista ubriaca

Ascoltato il passeggero dell'automobilista: "L'auto andava veloce ma lei non era al telefono". Disposte più perizie

Non solo l’auto lanciata a velocità e sotto i riflessi dell’alcol e forse di qualche spinello. A causare l’immane tragedia costata la vita di Francesco Valdiserri, il 18enne ucciso una settimana fa su un marciapiede della Colombo da una Suzuki Swift piombatagli alle spalle, sarebbe stata una dimenticanza dell’automobilista, la 23enne di Dragona ora ai domiciliari.

Ascoltato il passeggero dell’automobilista: “L’auto andava veloce ma lei non era al telefono”. Disposte più perizie

L’unico passeggero in auto con lei, un ventenne di Fara Sabina, ascoltato su delega della procura, ha raccontato che l’amica in quei frangenti aveva dimenticato una traversa e allora per correggere la traiettoria dell’auto aveva compiuto una improvvisa sterzata.

L’auto così le è schizzata via dalle mani coinvolgendo quel povero ragazzo”. “Io non sono riuscito a raddrizzare il volante”. “E’ vero l’auto andava veloce”, ha ammesso alla fine il giovane sentito lunedì dagli agenti della Polizia della Polizia di Roma Capitale.

Secondo il giovane, però, l’amica non era al telefono al momento dell’investimento. Spetterà alle perizie disposte dal pm Erminio Carmelo Amelio, titolare dell’inchiesta, ora ricostruire tutti i puzzle della tragedia consumatasi in pochi secondi (leggi qui).

La sterzata improvvisa

La giovane in pratica aveva superato una via nella quale avrebbe dovuto svoltare e allora ha virato all’improvviso perdendo il controllo dell’auto, complice la velocità e la guida non completamente lucida.

Sarà però una perizia cinematica sull’andatura dell’auto e una seconda sul cellulare dell’automobilista a chiarire puntualmente il tracciato dell’investimento mortale.

Lo smartphone

Oggi lo smartphone della giovane sarà sottoposto ad accertamenti irripetibili per verificare se fosse al telefono al momento dell’incidente o chattando.

Nel caso scatterebbe una ulteriore aggravante dell’omicidio stradale oltre quello per il tasso alcolemico superiore al consentito e quello della guida sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Al primo esame, infatti, la giovane era risultata “non negativa” a droghe. Quindi è stato disposto un approfondimento tossicologico. Anche su quest’ultimo punto ci sono accertamenti in corso.

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