Avvocati in sciopero a Roma: troppi i cambi di giudice nei processi

Per gli avvocati non è più possibile accettare la prassi. I penalisti deliberano lo sciopero per il 2 novembre

Gli avvocati penalisti di Roma il 2 novembre incroceranno le braccia. Motivo dello sciopero: contestano i rimpiazzi dei giudici a processo in corso.

Per gli avvocati non è più possibile accettare la prassi. I penalisti deliberano lo sciopero per il 2 novembre

Mancano i giudici ma non si possono fare processi con cambio di giudici al volo nel corso del dibattimento, lamentano i penalisti romani.

A far scatenare la protesta, dopo una serie di casi, l’ennesimo episodio avvenuto davanti alla IX sezione collegiale del tribunale di Roma dove è in corso un delicato processo con detenuti per 416 bis, associazione di tipo mafioso.

Qui, come affermano gli avvocati penalisti, sarebbero state registrate frequentissime modifiche del collegio giudicante.

Il presidente della Camera penale di Roma, Vincenzo Comi, e il direttivo della stessa hanno deliberato così un giorno di sciopero.

Immaginiamo di essere sotto processo e che la decisione sulla innocenza o colpevolezza la prenda un giudice diverso da quello che ha seguito tutto il giudizio e in particolare l’esame dei testimoni – dice Comi – Non conosce nulla, arriva e decide. Si può chiamare processo rispettoso dei diritti fondamentali delle persone? È una giustizia credibile?”

Possiamo veramente pensare che nel 2022 – aggiunge Comi – siamo ancora in queste condizioni? La gente dovrebbe chiedere il perché al presidente del tribunale di Roma, dovrebbe chiedere come sia possibile che con una frequenza straordinaria all’ultima udienza di processi delicati (ma anche meno delicati) arrivi un giudice mai visto nel dibattimento e decida sulla responsabilità dell’imputato”.

Succede nel tribunale più grande d’Europa

Praticamente il nuovo arrivato al massimo potrà aver visto l’imputato in faccia prima di entrare nella camera di consiglio per la decisione, secondo gli avvocati penalisti romani.

Tutto questo nel tribunale più grande d’Europa. E naturalmente danneggiando non solo l’imputato ma anche le persone offese e la Procura. È pura ipocrisia e spregio per le regole poste a fondamento del processo penale“, conclude il presidente della Camera penale di Roma.

L’ultimo caso avrebbe riguardato una vicenda nella quale l’ennesimo cambio di giudice è avvenuta dopo le conclusioni del pubblico ministero e nel corso delle arringhe dei difensori.

Di fronte a questo episodio l’associazione dei penalisti romani ha deliberato la forma più forte di protesta: astensione dalle udienze per un giorno.

Il 2 novembre è il giorno scelto in “simbolica coincidenza con la data di celebrazione dell’udienza “con invito a tutti i soci della Camera Penale a intervenire all’udienza per manifestare pubblicamente la propria solidarietà al collegio difensivo in quello che si è trasformato nel funerale del processo accusatorio“.

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