Roma, gestiva usura in ufficio: chiesto il processo per la cancelliera dell’Antimafia

La cancelliera accusata di usura era assegnata alla segreteria di un magistrato a piazzale Clodio

Avrebbe gestito gli affari di famiglia, un giro di usura, persino in ufficio, in procura, a piazzale Clodio. E’ l’accusa che rischia di portare direttamente a processo una ex cancelliera della procura di Roma, al momento dell’arresto (il 6 luglio) appena passata negli uffici dell’Antimafia.

La cancelliera accusata di usura era assegnata alla segreteria di un magistrato a piazzale Clodio

Per G.B., infatti, il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e il pm Francesco Basentini hanno optato per la richiesta del giudizio immediato, saltando la fase preliminare (leggi qui).

Accusata di estorsione, usura e associazione a delinquere, la cancelliera, secondo l’accusa, avrebbe aiutato un figlio, l’ex marito e un terzo “socio” a gestire un giro di usura. Un giro messo in piedi in piena pandemia fra la primavera 2020 e quella del 2021, lucrando sulle difficoltà economiche di ristoratori e piccoli commercianti romani, tra Marconi, Trullo e Garbatella.

Camaleontica”, come l’ha definita il gip Annalisa Marzano che ne ha disposto gli arresti domiciliari, la cancelliera avrebbe dedicato tempo alla sua seconda attività anche durante l’orario di lavoro a piazzale Clodio, “pienamente consapevole del contesto nel quale agiva”.

Il Tribunale del Risame, ad agosto, subito dopo l’arresto ne aveva respinto la scarcerazione, proprio sottolineando che l’imputata si sarebbe mostrata “del tutto indifferente allo stesso contesto lavorativo nel quale operava da anni”.

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