Terracina, 28enne no-vax muore di Covid. Grave anche il padre

Tragico epilogo per una famiglia di no vax che rifiuta l'esistenza del covid

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È morto di Covid a 28 anni e fino all’ultimo ne ha negato l’esistenza, rifiutando di vaccinarsi e arrivando a strapparsi di testa il casco per la respirazione forzata con ossigeno. Il padre di 55 anni, anche lui no vax, è in gravi condizioni.

Tragico epilogo per una famiglia di no vax che rifiuta l’esistenza del covid

È il tragico epilogo di una storia familiare di non vaccinazioni. Il figlio di 28 anni e il padre di 55 sono finiti in ospedale per Covid. A riferirne i dettagli sono la Regione Lazio e la Asl di Latina.

Quando le condizioni del giovane sono diventate più gravi e non riusciva più a respirare, in ospedale i medici gli hanno applicato il casco dell’ossigeno ma, da convinto no vax, se lo è strappato dicendo di non averne bisogno. I sanitari gli hanno pazientemente spiegato quello che rischiava e alla fine lo hanno convinto a rimetterlo. Ma non è bastato.

È morto di covid un 28enne di Terracina, non vaccinato. E il padre, 55 anni, anche lui non vaccinato, è attualmente ricoverato in gravi condizioni ed è intubato. Un altro giovane morto all’indomani di una sua coetanea, anche lei no vax, deceduta a Roma sempre per covid dopo aver messo al mondo il suo bambino prematuro.

Secondo la ricostruzione della Asl Roma 6, il 28enne era giunto al Pronto soccorso di Terracina il 16 gennaio scorso e gli era stata diagnosticata infezione SarsCov2 e insufficienza respiratoria grave. Il giorno successivo era stato trasferito all’ospedale Goretti di Latina nel reparto di Terapia Intensiva Covid, ma le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate, fino ad arrivare al decesso avvenuto venerdì 21.

«Quando il giovane, convinto no vax, è arrivato all’ospedale di Terracina aveva già bisogno del casco, era in condizioni critiche – spiega la dg della Asl di Latina, Silvia CavalliSe lo era strappato via ma i medici ci hanno parlato e lo hanno convinto a rimetterlo. Purtroppo quando i no vax arrivano in ospedale non sono ai primi sintomi, arrivano già in gravi condizioni perché c’è la negazione della malattia. È fondamentale vaccinarsi e recarsi in ospedale ai primi sintomi senza aspettare troppo a lungo», è il suo accorato appello.

Un appello rivolto anche dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato: «Il Covid colpisce duramente anche i giovani. È importante fare la vaccinazione, è troppo pericoloso». Desta commozione anche la vicenda della giovane gestante di 28 anni, deceduta nella notte tra il 20 e il 21 gennaio al Policlinico Umberto I di Roma (leggi qui): anche lei non era vaccinata ed era ricoverata dal 7 gennaio scorso quando è arrivata con una polmonite bilaterale covid. Durante la degenza, il 13 gennaio, è stato possibile farla partorire quando si è capito che le sue condizioni erano ormai disperate. Il bimbo, nato prematuro con un peso di 1,800 chili, è stato ricoverato in terapia Intensiva neonatale, e dopo una iniziale difficoltà respiratoria è ora in condizioni cliniche buone e non necessita di supporto ventilatorio. Durante le fasi della degenza si è tentato di tutto per salvare la vita della giovane, compresa la terapia intensiva in Ecmo (ossigenazione extracorporea).

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