Covid, Trenitalia taglia le corse per il diffondersi della variante Omicron

Il comunicato del Gruppo Fs riconduce la decisione all'aumentare dei contagi determinati dal diffondersi della variante Covid e il Codacons contesta la decisione chiedendo l'intervento del Governo

roma-nettuno trenitalia

Anche il mondo dei trasporti risente del dilagante incedere della variante Omicron, con il gruppo Trenitalia- Ferrovie dello Stato che, insieme ad Italo, procede al taglio delle corse.

Il comunicato del Gruppo Fs riconduce la decisione all’aumentare dei contagi determinati dal diffondersi della variante Covid e il Codacons contesta la decisione chiedendo l’intervento del Governo

Così, dopo lo sciopero dei dipendenti Trenitalia dello scorso 8 gennaio (Leggi Qui), sono adesso 180 i treni regionali, pari al 3% dell’offerta locale italiana, che saranno cancellati a partire da lunedì, mentre saranno ben 550 le corse interessate, pari al 9% del trasporto regionale nazionale.

Lo spiega in una nota il gruppo Fs sottolineando che Trenitalia riprogrammerà i collegamenti e le Frecce, con cancellazioni programmate, principalmente, si legge in un comunicato, “Nelle fasce orarie di minore affluenza”.

Il Codacons non ci sta e contesta con veemenza questa decisione, a difesa dei consumatori: “Si tratta di un grande danno per gli utenti del trasporto ferroviario, e il Governo deve intervenire per garantire in tutta Italia il servizio su rotaia”.

Tuttavia, Con il diffondersi dei contagi tra passeggeri e personale ferroviario e la conseguente contrazione della domanda, Italo e Trenitalia hanno tagliato già da qualche giorno, progressivamente, le corse, cancellando numerosi treni –  rammenta CodaconsUna decisione che sembra motivata da esigenze di bilancio, nonostante il trasporto ferroviario sia un servizio pubblico indispensabile da garantire anche in presenza di una crescita dei contagi e indipendentemente dalla flessione della domanda da parte dei passeggeri. Una situazione che danneggia doppiamente gli utenti che hanno necessità di spostarsi in treno, i quali vedono ridotto il servizio e subiscono la cancellazione delle corse con conseguenti disagi pratici” ed inoltre, si sottolinea, gli utenti “Hanno minori possibilità di scelta tra operatori, con ripercussioni sul fronte della concorrenza e delle tariffe”.

“Si tratta di due pessimi esempi di concorrenza, – conclude Codacons nella persona del suo presidente Carlo Rienzi- con le due società ferroviarie che adottano politiche simili e riducono il servizio all’utenza. Chiediamo al Governo di intervenire per far sì che il trasporto ferroviario sia garantito in egual modo in tutta Italia, anche in presenza di una domanda ridotta e provvedendo alla sostituzione del personale malato o in quarantena”.

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