Calcio

Serie A, Natale a due facce per i tifosi della Capitale: esultano i laziali, romanisti beffati

La Lazio trova tre gol e tre punti a Venezia, la Roma non va oltre il pari con la Samp. Mourinho: “partita bruttissima”

Terminata la diciannovesima giornata di Serie A è tempo di bilanci parziali per Roma e Lazio. I biancocelesti chiudono l’anno con la convincente vittoria di Venezia per 3-1. Pedro sempre più trascinatore. Soddisfatto Sarri a fine gara: “è stata la squadra più vicina alle mie idee di tutta la stagione”. Nel tardo pomeriggio il deludente pareggio casalingo della Roma contro la Sampdoria (1-1). Continua la striscia negativa di Mourinho contro i blucerchiati: giallorossi rimontati a dieci minuti dalla fine. Il quarto posto adesso è lontano sei punti.

Vince in trasferta la Lazio: Venezia superato 3-1. All’Olimpico una brutta Roma non va oltre l’1-1 contro la Samp

L’ultima giornata di Serie A, conclusa ieri sera, sancisce il giro di boa del campionato. Al termine del girone d’andata la classifica rispecchia per larga parte i pronostici estivi: domina l’Inter di Inzaghi, già campione d’inverno con un turno d’anticipo, che batte anche il Torino (1-0). Inseguono il Milan, vittorioso a Empoli, e il Napoli, sconfitto in casa dallo Spezia. A ridosso del podio c’è l’Atalanta di Gasperini, fermata dal Genoa martedì sera. In lotta per un posto europeo: Juventus, Fiorentina, Roma e Lazio. I bianconeri hanno battuto il Cagliari, mentre la Fiorentina ha strappato un punto a Verona. A metà classifica l’Empoli di Andreazzoli, vera rivelazione di questo campionato. Attualmente in zona retrocessione: Genoa, Cagliari e Salernitana. Il futuro di quest’ultima è in bilico anche per le vicende legate al passaggio di proprietà.

Roma – Sampdoria

Sarebbe dovuta essere la partita della conferma dopo la vittoria di Bergamo e l’occasione per accorciare sulla zona Champions, rilanciando una candidatura da outsider nel 2022, e invece i giallorossi non sono riusciti ad andare oltre un deludente 1-1. In attesa che il nuovo anno possa portare in dote dei rinforzi, i tifosi romanisti dovranno accontentarsi di un solo punto sotto l’albero di Natale.

Partita brutta all’Olimpico: da un lato i giallorossi che devono vincere ma lasciano l’incombenza del gioco alla Samp, dall’altro gli uomini di D’Aversa che gestiscono un possesso sterile senza voglia di farsi prendere in contropiede. Poche fiammate in ripartenza che non producono pericoli. Con il passare dei minuti il ritmo si alza leggermente, ma a spiccare sono i tanti errori tecnici di una Roma eccessivamente leziosa.

Dopo un primo tempo senza episodi degni di nota, la ripresa comincia con l’infortunio di Abraham. L’inglese chiede il cambio dopo 60 secondi dal ritorno in campo, Mourinho sceglie Felix. Al minuto 52 la prima occasione dell’incontro è per la Samp. Sul rinvio sbagliato della difesa giallorossa Candreva calcia di prima intenzione trovando il palo interno a portiere battuto. Reagisce Mourinho ridisegnando una Roma a trazione anteriore: dentro Shomurodov ed El Shaarawy. Aria di derby per l’uzbeko che entra con il piglio giusto. Al 72esimo, dopo uno scambio aereo con Zaniolo, Shomurodov è caparbio all’interno dell’area di rigore riuscendo a trovare lo spiraglio per un destro ad incrociare che batte Falcone e sblocca la gara: 1-0. I giallorossi provano a gestire i ritmi di gioco ma la pressione della Samp è efficace e neanche dieci minuti più tardi arriva il gol del pari. Sugli sviluppi di un corner il palo di Colley favorisce il tap-in di Gabbiadini a porta vuota: quinto gol consecutivo per l’attaccante. Nel finale la Roma ci prova a testa bassa ma la reazione è più emotiva che tecnica.

La gara contro la Samp era quella che tutti consideravano già vinta all’interno di questo complicato poker giallorosso a cavallo della sosta nataliza: Atalanta, Sampdoria, Milan e Juventus. Il ritorno in campo a gennaio sarà cruciale per gli uomini di Mourinho. A metà campionato la Roma si trova in sesta posizione: a sei punti dall’Atalanta quarta, ma anche a cinque dal Bologna decimo. Una classifica mediocre che fotografa la “stagione di dolore” prospettata da Mourinho.

 

Il tabellino

ROMA (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Veretout (22′ st Shomurodov), Cristante, Mkhitaryan, Viña (22′ st El Shaarawy); Abraham (2′ st Felix), Zaniolo.

A disposizione: Fuzato, Calafiori, Kumbulla, Bove, Darboe, Diawara; Villar, Borja Mayoral, Carles Perez. Allenatore: Mourinho

SAMPDORIA (4-4-2): Falcone; Bereszynski (31′ st Ciervo), Yoshida, Colley, Augello; Candreva (44′ st Depaoli), Silva, Ekdal (37′ pt Ferrari), Askildsen (44′ st Yepes); Gabbiadini, Caputo (31′ st Quagliarella).

A disposizione: Audero, Ravaglia, Chabot, Dragusin, Murru, Torregrossa. Allenatore: D’Aversa

ARBITRO: Giacomelli

MARCATORI: 27′ st Shomurodov, 35′ st Gabbiadini

NOTE: Ammoniti: Bereszynski, Falcone, Askildsen. Recupero: 3′ pt, 5′ st.

Venezia – Lazio

A conclusione di una prima metà di stagione non soddisfacente l’obiettivo minimo rimasto alla Lazio era quello di chiudere l’anno con una vittoria a Venezia. Al Penzo è andata in scena una partita dall’esito assolutamente non scontato che i biancocelesti hanno affrontato nella maniera corretta sin dalle prime battute.

Sarri punta su Basic dal primo minuto preferendolo a Luis Alberto. Senza Immobile la fascia di capitano passa sul braccio del sempre più discusso Milinkovic. Il Venezia comincia la gara cercando di aggredire la Lazio, ma dopo appena 180 secondi dal calcio d’inizio sono i biancocelesti a sbloccare la gara. Costruzione coraggiosa degli uomini di Sarri e pallone che arriva a Pedro, lo spagnolo si mette in proprio: taglia il campo in diagonale, disorienta un paio di avversari a appoggia col mancino a fil di palo. Uno a zero. La partita è viva anche se con poche occasioni pericolose. Alla mezz’ora riesce un recupero alto ma Felipe Anderson sciupa un contropiede 3 contro 1. Come spesso accade: occasione da una parte, gol dall’altra. Aramu disegna una parabola per Forte che si smarca in area e di testa impatta pallone e risultato: 1-1. Il Venezia spinge e prova a completare subito la rimonta ma senza successo.

Il secondo tempo segue lo stesso copione. Alla prima discesa utile Zaccagni conquista un calcio d’angolo, dalla bandierina va Cataldi. Sulla traiettoria c’è una leggerissima ma efficace deviazione di Acerbi che riporta avanti i biancocelesti. Secondo gol consecutivo per il difensore. Zanetti prova ad aumentare il peso offensivo dei suoi con qualche cambio ma la Lazio resta coperta ed evita rischi. Nel finale lo sforzo massimo di uno stanchissimo Venezia non riesce a produrre pericoli concreti dalle parti di Strakosha. A chiudere la gara ci pensa Luis Alberto. Lo spagnolo orchestra il contropiede e scarica su Lazzari che è rapido a chiudere l’uno-due: stop di petto e destro del Mago che fulmina Romero e chiude i conti: 3-1.

Sarri nel pre-partita aveva chiesto continuità ed è stato accontentato: all’ultima occasione utile nel girone d’andata la Lazio riesce a trovare di nuovo due vittorie consecutive in campionato, era accaduto soltanto ad agosto nelle prime due giornate della nuova stagione. Tre punti importanti che sanno di (ri)partenza e lasciano buone sensazioni durante la sosta natalizia.

Il Tabellino

VENEZIA (4-3-3): Romero; Mazzocchi, Caldara, Ceccaroni, Ebuehi; Ampadu (30′ st Sigurdsson), Vacca (9′ st Busio), Crnigoj (22′ st Tessmann); Aramu, Forte (30′ st Johnsen), Kiyine (9′ st Okereke).

A disposizione: Maenpaa, Molinaro, Modolo, Heymans, Svoboda, Peretz, Haps. Allenatore: Zanetti

LAZIO (4-3-3): Strakosha; Marusic, Luiz Felipe, Acerbi, Radu (29′ st Lazzari); Milinkovic, Cataldi (22′ st Leiva), Basic (29′ st Luis Alberto); Pedro, Felipe Anderson (34′ st André Anderson), Zaccagni.

A disposizione: Reina, Furlanetto, Patric, Akpa Akpro, Moro, Muriqi, Romero. Allenatore: Sarri

ARBITRO: Maresca

MARCATORI: 3′ pt Pedro, 30′ pt Forte, 3′ st Acerbi, 50′ st Luis Aberto

NOTE: Espulso al 46′ st Tessmann. Ammoniti: Aramu, Crnigoj, Ampadu, Caldara; Luiz Felipe, Pedro, Basic. Recupero: 2′ pt, 4′ st.

Michele Gioia