Grande Roma

Poligrafico Zecca di Stato, denuncia Savip: “Finanzieri al posto delle guardie giurate: aiuti di Stato e 135 posti a rischio”

Guardie Giurate licenziate a Roma e Foggia. Savip: "Il Poligrafico dello Stato ne risponda all'Europa"

“Cambio della guardia” sospetto presso l’Istituto Poligrafico (IPZS) Spa negli stabilimenti di Roma e Foggia. La Guardia di Finanza sostituisce le Guardie Giurate, ma il cambio di vigilanza secondo il Savip, costa all’erario tre volte di più, così il Sindacato Autonomo Vigilanza Privata, scrive al Presidente del Consiglio Mario Draghi, e Ministeri competenti interessando anche l’Autorità Garante della concorrenza: “In questi stabilimenti si producono beni di sicurezza ad alta tecnologia per i quali l’IPZS è in concorrenza con altre società private. La sostituzione delle Guardie Giurate con la Guardia di Finanza presso l’Istituto Poligrafico (IPZS), concretizza quindi un illegittimo aiuto di Stato che si traduce in un indebito vantaggio competitivo“. Tutti i dettagli della vicenda.

Guardie Giurate licenziate a Roma e Foggia. Savip: “Il Poligrafico dello Stato ne risponda all’Europa”

Sta facendo discutere il licenziamento delle Guardie Giurate in servizio negli stabilimenti dell’istituto Poligrafico e Zecca delle Stato di Roma e Foggia, e che stanno vivendo dall’inizio del mese di novembre autentici momenti di angoscia.

A causa di quarto stabilito dall’articolo 1, commi 1001-1003, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023; questi lavoratori, dal riconosciuto alto tasso di professionalizzazione e che vantano un’esperienza più che decennale presso quelle sedi di lavoro, verranno sostituiti da personale della Guardia di finanza, e, per i turni notturni, da semplici portieri, privi sia di una formazione di livello analogo che di un’arma da fuoco.

Della vicenda si sta occupando il Savip (Sindacato Autonomo Vigilanza Privata), che in data 8 novembre, aveva inviato una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, e per conoscenza al Min. economia e finanze Daniele Franco, al Min. Interno Luciana Lamorgese, al Min. lavoro e politiche sociali Andrea Orlando al Min.  pubblica amministrazione Renato Brunetta.

La lettera, a firma del Segr. Nazionale Vincenzo del Vicario, esponeva l’angoscia di lavoratori e famiglie coinvolte nella drastica operazione, e la perplessità delle stesse circa: “Questa paradossale e antieconomica “internalizzazione” dei servizi di vigilanza, operata con disposizioni “nascoste” nei commi dell’articolo 1 della legge n. 178, che fa regredire la Guardia di Finanza a compiti di mera vigilanza conto terzi, e che giustamente le leggi prevedono che lo Stato e gli Enti pubblici affidino alle Guardie Giurate, quali incaricati di pubblico servizio”.

La stabilimento dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia

Alla nota era poi seguito il 9 novembre scorso, l’interessamento del Deputato Nunzio Angiola che con interrogazione parlamentare a risposta diretta alla Camera aveva richiesto le motivazioni alla base di una scelta, che avrebbe sicuramente comportato maggiori oneri per la fiscalità generale distraendo preziose risorse umane della Guardia di finanza dai più importanti compiti di prevenzione e contrasto dei reati.

Ma la risposta scritta giunta il giorno dopo, recitava: “La collaborazione tra la Guardia di finanza e l’istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.a. è stata disciplinata nell’ottica di rafforzare il dispositivo di vigilanza posto a supporto e salvaguardia delle attività dell’IPZS, le quali rivestono un’importanza strategica per la tutela di interessi primari del Ministero dell’economia e delle finanze, direttamente connessi alla sicurezza, anche in termini di tracciabilità e anticontraffazione, dei beni dal medesimo Istituto prodotti, coniati o fabbricati, tra i quali documenti soggetti a rendiconto (passaporti, carte d’identità elettroniche, ricettari medici, etc.), valori (carta filigranata e francobolli), sigilli ufficiali e marchi metallici recanti l’emblema dello Stato nonché monete di Stato in conformità a leggi vigenti o a corso legale. Detta esigenza ancora più rilevante anche a seguito della certificazione rilasciata dalla Banca Centrale Europea“.

Una risposta ritenuta da Savip protocollare, fondata su un’elencazione meccanica delle norme vigenti: “E con la quale si vogliono accreditare come tecnicamente coerenti e addirittura convenienti scelte irrazionali e che costituiscono solo un aggravio per lo Stato”. Una spiegazione del Governo per altro insufficiente a giustificate il licenziamento di 135 famiglie.

E con una successiva nota dettagliata del 23 novembre e indirizzata stavolta anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Savip torna a sostenere costi alla mano un illegittimo aiuto di Stato, e non esclude una segnalazione alla stessa Commissione Europea: “l’inammissibile aiuto di Stato a una società pubblica, ovvero in un ingente trasferimento di risorse pubbliche a favore di imprese pubbliche, che peraltro operano in concorrenza con altre aventi sede in Italia ed Europa nel medesimo settore”.

Ora, le azioni sollecitata dal Sindacato, in termini di opportunità e nel rispetto delle norme comunitarie in materia di concorrenza, sono quelle di un ripristino presso gli Stabilimenti del Poligrafico, degli “equilibri turbati” e, soprattutto, della logica nell’impiego delle Forze di polizia, rimediando agli errori commessi a partire dal dicembre 2020: “Non sappiamo, a quale logica e interesse risponda la scelta di mettere sulla strada 135 Guardie Giurate ma ci attendiamo che sia il Governo a trovare una soluzione dignitosa per questi lavoratori – ha ribadito nella nota odierna Del Vicario“.

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