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Roma all’86° posto tra i capoluoghi italiani per vivibilità ambientale

Legambiente ha stilato la speciale classifica basandosi su 18 "indici di salubrità"

Situazione critica, secondo vari indicatori, quella del Lazio e di Roma in particolare, per quanto riguarda la salubrità e la vivibilità delle città. Legambiente ha infatti pubblicato “Ecosistema Urbano 2021”, uno studio dettagliato sulle performance ambientali dei capoluoghi di tutta Italia, basato su dati del 2020. Nel podio, tra le più salubri, tutte città del Nord. Prima Trento, seconda Reggio Emilia ed al terzo posto Mantova. Ultima e maglia nera tra le 105 città analizzate, Palermo.

Legambiente ha stilato la speciale classifica basandosi su 18 “indici di salubrità”

Il dossier è realizzato con i numeri e le informazioni delle amministrazioni e altre fonti ed i punteggi vengono assegnati sulla base di 18 indicatori tra cui qualità dell’aria, gestione dell’acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. La situazione per il Lazio è estremamente critica, con Rieti al 45° posto che perde alcune posizioni  – era al 38° posto nel 2020 – e poi Frosinone al 78°, Viterbo al 83°, Latina al 100° con il terzo dato peggiore d’Italia per dispersione idrica, il 67,9% di acqua si perde infatti nelle reti. Venendo ai dati complessivi in tutto il Paese, Roma occupa l’86° posto tra i capoluoghi italiani, 15 anni fa, nel 2006 si trovava al 55° posto poi, con una discesa evidente, è arrivata nel fondo della classifica.

Nel commentare la situazione di Roma, si è espresso così Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio: La Capitale ha pessime performance ambientali ed  è arrivata a questa situazione con un lento e inesorabile declino durato quindici anni. I numeri aggiornati al 2020 continuano a rendere evidente quanto tempo si sia perso senza costruire elementi virtuosi sulla gestione dei rifiuti, sulla cura del verde, sulla mobilità sostenibile, sullo sviluppo delle energie rinnovabili”.

Proseguendo, Scacchi invoca un miglioramento della situazione: “Si tratta di un tracollo totale per la Capitale, che con questi numeri è un peso che grava in termini di inquinamento sul proprio territorio, sul Lazio e sul Paese”. L’appello è alla nuova amministrazione: “Ci rivolgiamo – spiega – al neo Sindaco Gualtieri e alla nuova giunta, perché con sfide difficilissime come quelle per invertire il trend totalmente negativo di Roma, serviranno politiche di altissimo spessore e grande lungimiranza, affinché torni a essere traino nel Paese per performance ambientali, oggi più che mai, anche in considerazione dell’enorme sfida globale che abbiamo di fronte, di contrasto alle emissioni climalteranti e mitigazione delle conseguenze del mutamento climatico”.

Sono state individuate, nel dettaglio, alcune delle cause che hanno provocato il “crollo ambientale” della Città Eterna: pesano come un macigno i dati negativi che continuano ad emergere, in particolar modo, con una piccola flessione nella percentuale di differenziata che dal 45,5 scende al 45,4. Ma allargando i dati a tutta la regione, conclude Scacchi, la situazione non è certo rosea: “Anche i dati degli altri centri principali sono tutt’altro che positivi, con Rieti a metà classifica ma in calo rispetto allo scorso anno, e Frosinone, Viterbo e Latina tutti nel fondo della classifica. Il capoluogo pontino è addirittura nella centesima posizione e con il terzo peggior dato nazionale sulla dispersione dell’acqua con la rete idrica colabrodo del territorio.

Nella classifica generale nazionale, ecco il riepilogo per le città principali del Lazio

RIETI 45° (38° nel 2020)

VITERBO 83° (71 nel 2020)

FROSINONE 78° (72° nel 2020)

ROMA 86° (89° nel 2020)

LATINA 100° (96° nel 2020)

Cliccando qui è possibile consultare tutte le statistiche del report

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