Disastro scuola: nei dati Invalsi studenti somari in italiano e matematica

Rispetto al 2019, i risultati del 2021 di Italiano e Matematica sono più bassi, mentre quelli di Inglese sono stabili

studenti

Dal rapporto Invalsi presentato oggi emergono, oltre alle criticità che affliggono da anni il mondo dell’istruzione, gli effetti della pandemia.

“La DaD ha supplito nell’emergenza ma vi sono state perdite di apprendimento e non solo”

Queste le parole utilizzate dalla presidente di Invalsi, Annamaria Ajello, per descrivere un quadro allarmante.

Numeri in preoccupante aumento. Gli studenti che non raggiungono risultati adeguati in Italiano sono il 44% (+9 punti percentuali rispetto al 2019), in matematica il 51% (+9 punti percentuali rispetto al 2019).

Per quanto riguarda lo studio della lingua inglese i dati sono tutto sommato in linea con quelli del 2019: in inglese “lettura” (B2) si attestano al 51% (+3% rispetto a due anni fa), in inglese “ascolto” (B2) toccano il 63% (+2%).

Il tracollo in italiano e matematica a livello nazionale colpisce maggiormente le regioni del Sud Italia e gli allievi provenienti da contesti socio-economico-culturali più svantaggiati: le loro perdite di apprendimento sono quasi doppie rispetto a quelle dei loro colleghi.

In quasi tutte le regioni del meridione oltre la metà degli studenti non raggiunge neanche la soglia minima di competenze in italiano (Campania 64%, Calabria 64%, Puglia 59%, Sicilia 57%, Sardegna 53%, Abruzzo 50%).

Va ancora peggio quando si parla di matematica: in quell’ambito le percentuali di studenti sotto il livello minimo di competenza crescono ancora di più: Campania 73%, Calabria e Sicilia 70%, Puglia 69%, Sardegna 63%, Abruzzo 61%, Basilicata 59%, Lazio 56%, Umbria 52%, Marche 51%.

Oggi la fotografia rilasciata da questi risultati mette proprio in risalto come nel nostro paese si investe ancora troppo poco nella formazione e nella scuola“, questa l’accusa di Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi Lazio (Anp).

Alcuni dei problemi cronici denunciati da Rusconi.

Classi pollaio (fino a 31 alunni per classe) che costringeranno la presenza degli studenti a giorni alterni.

Un’edilizia scolastica che per oltre l’80% risale agli anni Settanta. Spazi inadeguati e spesso poco sicuri che difficilmente potranno riaccogliere a settembre tutti gli studenti, se si vorrà mantenere il necessario distanziamento.

Il “digital divide”, un divario che riguarda anche i docenti che necessitano di una formazione adeguata per portare avanti la didattica a distanza nel migliore dei modi.

Per Rusconi ha poco senso “demonizzare gli strumenti e le tecnologie sperando in un ritorno al passato, quello cioè pre covid. Per far cambiare tendenza ai dati Invalsi già dal prossimo anno occorre pensare a una nuova scuola in cui il libro e il digitale possano essere complementari. Per fare tutto questo occorrono idee, progetti e investimenti sulla scuola che possano assicurare allo stesso tempo prospettive al nostro paese”.

Anno scolastico 2021/22, riapertura e calendario della scuola nel Lazio

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