Grande Roma

I nuovi Tomas Milian e Bombolo, girano sul set a Trastevere e trovano il “core de Roma” (VIDEO)

La troupe del film "Rocky Giraldi Delitto a Porta Portese", gira a Trastevere circondata dall'affetto dei romani e la nostalgia del cinema di Tomas Milian e Bombolo

Roma: non è certo la prima volta che una troupe cinematografica utilizza come set lo storico nonché straordinario quartiere di Trastevere, quale migliore scenario per un film che sembri soprattutto romano doc Così anche la troupe del regista Mirko Alivernini, con il suo ultimo “Rocky Giraldi Delitto a Porta Portese”, è andata proprio lì a cercare questo spirito autentico con i protagonisti, il “figlio” del Monnezza Tomas Milian (Andrea Misuraca) e l’erede di Bombolo, Bombolino (Gianfranco Zedde), per girare anche molte scene d’azione. Nulla da temere per il risultato spettacolare, con la consulenza d’eccezione dell’attore e stuntman Massimo Vanni, confermato nel ruolo di Questore nel film.

Affetto e coccole a Trastevere per il “figlio” del Monnezza Tomas Milian e Bombolino,  sul set di “Rocky Giraldi Delitto a Porta Portese”

“Una Città meravigliosa Roma, la mia città – scrive il regista del film Mirko Alivernini sul suo profilo social Tanto amore per questo progetto da parte dei cittadini e di chi vorrebbe rivivere ancora una volta un momento indimenticabile del nostro Cinema“.

La scelta del riportare in vita quel soggetto cinematografico, risulta sempre più una mossa vincente del regista, in dirittura d’arrivo con il film, che poco più di un mese fa in questo articolo (leggi qui), ci rivelò che, anche grazie alla tecnologia usata per girare, dovrebbe essere già pronto per settembre 2021.

Ma data di uscita e distribuzione a parte, pur da segnare sul calendario, l’esperienza di questo film è per Alivernini&Co. una sorpresa continua che merita di essere raccontata giorno per giorno, così come il regista non manca di fare attraverso il suo profilo Facebook.

“Potrei raccontare mille cose di tutto quello che sta accadendo in questi giorni – dice il registaDa quando giriamo a Trastevere, i proprietari dei locali si offrono quotidianamente di aiutarci, darci da mangiare e da bere, pur non mancando tutto questo sul set!”

“Se ci vedono girare sotto al sole – prosegue – si avvicinano e ci offrono qualcosa di rinfrescante. C’è una grande umanità, ma è soprattutto visibile un grande affetto per i nostri attori, sosia di questi due personaggi straordinari, che evidentemente la gente amava, e per un certo tipo di cinema, del quale secondo me a Roma si sente la mancanza”.

“Un aneddoto che rimarrà tra i ricordi più preziosi del set trasteverino – prosegue Alivernini – è stato quello che riguarda il portiere di un palazzo, persona adorabile che ha atteso a lungo sotto al sole che finissimo di girare per avere un autografo. La firma come ci ha voluto raccontare, non era per lui ma per suo figlio piccolo, che tutte le sere per addormentarsi vuole vedere un film di Tomas. Questo fatto, l’ho trovato davvero tenero, e per me anche molto motivante”.

“Un giorno, per poter finire qualche scena d’azione (nelle foto), la troupe – continua – è stata addirittura scortata dalla Polizia, tante erano le persone che molto bonariamente, entusiaste del “figlio” di Tomas e Bombolino, volevano una foto con loro. L’affetto è tale insomma, che iniziamo a coltivare la speranza del successo per questo lavoro, e naturalmente anche l’apporto di un attore straordinario come Massimo Vanni, il nostro fantastico Questore in “Rocky Giraldi Delitto a Porta Portese”, sarà determinante”.

Alivernini: “il film è pensato per il popolo, per questo la gente comune che amava Milian e Bombolo, ci vuole bene”

Si lavora tanto sul set, racconta il regista, ma contemporaneamente, e forse proprio grazie alla magia dei due personaggi che il film ricorda, affiorano tanti valori positivi di questo affiatato gruppo di lavoro:

“Si lavora ma si scherza e si gioca tanto tra noi e con gli altri. – continua Alivernini –  L’amicizia su tutti è la cosa che ci fa lavorare in sinergia, ma anche la semplicità e l’allegria ritrovata tra la gente, che è sempre desiderosa di aiutarci sul set. Qualcosa che viene fuori quando si fa qualcosa per il popolo e vicino al popolo. Il progetto nasce proprio per questo”.

“Naturalmente quando parlo di dare al popolo penso a Tomas  – conclude il registaun uomo che ha lasciato tantissimo della sua romanità a Roma, una romanità che appartiene al mondo, perché pur non essendo cittadino nato a Roma, è stato molto più romano lui di tanti altri che magari sono passati inosservati”.

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