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Il 118 torna pubblico: 33 nuovi mezzi e 450 assunzioni

Rimarrà solo una quota minima, prevista dalla legge, per le associazioni di volontariato

Avviato il piano di internalizzazione del soccorso di emergenza che, nell’arco di due anni, ritornerà ad essere completamente pubblico.

L’azienda può contare su 239 ambulanze operanti in tutta la regione, il 47% appaltate a ditte private

Questa mattina l’annuncio del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, alla presenza dell’assessore regionale Alessio D’amato e del direttore generale di Ares 118, Paola Corradi.

Una giornata epocale per l’investimento che l’azienda e la Regione Lazio hanno impiegato. Iniziamo con 33 nuove ambulanze e circa 450 assunzioni tra medici, infermieri e barellieri. Così copriamo il 70% del servizio, che diventerà poi totale, a beneficio della qualità che saremo in grado di offrire alla cittadinanza“, ha dichiarato Corradi.

Questo è uno dei risultati dell’essere usciti dal commissariamento sanitario“, ha spiegato Zingaretti.

A Roma il servizio nelle prossime settimane sarà gestito solo da Ares 118. Resta solo una piccola quota prevista dalla legge per le associazioni di volontariato. Ma la ditta Heartlife che ha vinto l’appalto in passato sui servizi esterni entro pochi mesi dovrà cessare l’attività. Oggi i servizi esterni ci costano circa 20 milioni l’anno“, ha sottolineato D’Amato.

Il percorso di reinternalizzazione si concluderà in tre anni e inizierà con le prime 33 ambulanze. Sono stati inoltre acquistati 10 nuovi mezzi per i trasporti secondari urgenti. Per rendere operative le prime 33 ambulanze, l’azienda ha assunto 150 autisti e 150 infermieri. Altre 100 unità (50 autisti e 50 infermieri) sono destinate ai 10 mezzi per trasporti secondari urgenti.

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