Omicidio Vannini, l’avvocato dei Ciontoli parla di “pena spropositata” (VIDEO)

Il servizio di Riccardo De Paola

Omicidio Vannini. La famiglia Ciontoli è stata trasferita in carcere: padre e figlio a Regina Coeli, madre e figlia a Rebibbia. L’avvocato difensore, Pietro Messina, ai nostri microfoni parla di “pena spropositata”.

Omicidio Vannini: «Una pena spropositata» è il commento dell’avvocato dei Ciontoli, Pietro Messina.

Omicidio Vannini, dopo 6 anni la Cassazione conferma le condanne dei Ciontoli: 14 anni per il padre Antonio e 9 anni e 4 mesi per la mamma Maria Pezzillo ed i figli Federico e Martina. Una sproporzione così viene definita la sentenza delle pene inflitte dall’avvocato Pietro Messina legale della famiglia Ciontoli.

«Noi abbiamo avvertito immediatamente dopo la sentenza della Corte di Appello bis una enorme sproporzione delle pene inflitte ha commentato l’avvocato Pietro Messina – sopratutto ai familiari della famiglia Ciontoli e il fatto, pur nella sua gravità, che è stato a loro addebitato. Mi spiego – aggiunge l’avvocato – nelle norme esiste l’omicidio colposo, l’omicidio preterintenzionale e l’omicidio volontario con dolo diretto. Il dolo eventuale nell’omicidio viene considerato un terzo genere e prevede pene più basse rispetto all’articolo dell’omicidio volontario e questo purtroppo non si è potuto fare.»

«Questa sproporzione potrebbe essere presa in considerazione nell’ambito legislativo per creare, se possibile, una ulteriore fattispecie, che possa in casi così al limite della volontarietà di coloro che hanno agito, dare la possibilità di una diversa graduazione della pena. È una riflessione che riteniamo vada aperta, una discussione che può essere portata avanti porprio sulla base e all’esito di questa triste vicenda.»

 

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