Vaccino made in Italy, Reithera riceve 81 milioni da Invitalia

Il vaccino sviluppato allo Spallanzani di Roma ha ottenuto il finanziamento di Invitalia per la produzione in larga scala. L'approvazione Ue attesa a giugno

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L’Italia punta sul vaccino made in Rome, sviluppato presso lo Spallanzani di Roma: sarà prodotto in quantità tali da garantire la vaccinazione di massa, con cento milioni di dosi all’anno.

Invitalia ha siglato infatti oggi, 26 gennaio, l’accordo per un finanziamento da 81 milioni, che permetterà a Reithera – una volta ottenuto il via libera dell’Agenzia Europea del farmaco (EMA) – di aumentare esponenzialmente la capacità di produzione.

“L’accordo tra Invitalia e ReiThera è un’ottima notizia, è infatti necessario puntare ad avere una indipendenza per quanto riguarda l’approvvigionamento di tutti i vaccini che superino i requisiti di EMA”, sottolinea l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato.

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Il Commissario straordinario all’Emergenza Domenico Arcuri “ha accolto l’appello di procedere velocemente verso l’opzione del vaccino prodotto in Italia nel polo tecnologico di Castel Romano”, afferma D’Amato.

Dopo la conclusione positiva della Fase 1, grazie al lavoro dei ricercatori dello Spallanzani, “adesso è necessario correre per completare le Fasi 2 e 3”, spiega l’assessore. “Avere a disposizione un’offerta vaccinale più ampia sicuramente consentirà in futuro di superare gli attuali ritardi e le mancate consegne. Il vaccino ReiThera-Spallanzani deve essere un vaccino ‘bene comune’”, conclude D’Amato.

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Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli illustra le proprietà del vaccino Reithera, sviluppato dallo Spallanzani di Roma

Gran parte dell’investimento di Invitalia nel vaccino italiano, 69,3 milioni, sarà destinato alle attività di ricerca e sviluppo del farmaco anti-covid.

Quasi 12 milioni invece saranno destinati ad ampliare lo stabilimento di Castel Romano, nei pressi della Capitale, dove sarà prodotto l’antidoto.

L’obiettivo è arrivare in tempi più rapidi a ottenere le necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità di vigilanza sia europee che italiane per poter somministrare il vaccino. La capacità produttiva prevista a regime è pari a 100 milioni di dosi all’anno.

“E’ un accordo importante per ridurre la dipendenza del nostro Paese in un settore delicatissimo per la tutela della salute dei nostri cittadini”, spiega il Commissario Arcuri. “La produzione italiana di vaccini andrà ad aggiungersi a quelle realizzate all’estero, rafforzando la capacità di risposta nazionale alla pandemia e accelerando così l’uscita dalla crisi”, conclude Arcuri.

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