Allagamenti, frane e erosione, Sergio Costa: “I Comuni facciano la loro parte”

Allagamenti in città, erosione delle coste, alberi che cadono e terreni che franano: per il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, la responsabilità della mancata messa in sicurezza dei territori è dei Comuni. Soprattutto di quelli di grandi dimensioni.

E’ ferma la presa di posizione del ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, in riferimento ai crolli e alle vittime per il mal tempo e al dissesto idrogeologico del Paese. Il suo j’accuse arriva dalle pagine del quotidiano “La Stampa”. «Il cambiamento climatico -sottolinea Costa – non è qualcosa che riguarda il nostro futuro, ma ci siamo dentro e lo dobbiamo affrontare. Prevenzione vuol dire capacità di spendere, di mitigare fenomeni climatici straordinari ma sempre più ricorrenti e di adattare il nostro territorio ai cambiamenti del clima».

«Le Regioni – precisa il ministro Sergio Costa – decidono la conformità dei progetti e se ammetterli ai finanziamenti nazionali, ma i Comuni hanno il compito di individuare i territori a rischio e di realizzare i progetti per metterli in sicurezza: non tutti ci riescono». «La progettazione è molto complicata – spiega – I Comuni più grandi hanno competenze e risorse per poterli realizzare ma spesso i Comuni piccoli, quelli delle aree interne dove oltretutto si concentra la gran parte delle zone a rischio, non hanno né le competenze né le risorse per accedere a studi esterni. Per trovare una soluzione abbiamo inserito alcune misure nel decreto Semplificazioni di luglio. Misure che permettono un’accelerazione dei tempi dei progetti. C’è poi da risolvere l’aspetto economico. Come ministero dell’Ambiente abbiamo previsto di anticipare ai Comuni il 30% della spesa in modo da permettere l’attivazione di tutta la procedura per la messa in opera del cantiere. E possiamo mettere a disposizione le competenze dei funzionari della Sogesid per realizzare i progetti».

«Il decreto Semplificazioni è legge – prosegue il ministro -, ora si attendono i decreti attuativi. Il resto è nel collegato ambientale, deve essere esaminato da alcuni ministeri, quindi dal Consiglio dei ministri con procedura agevolata. È un meccanismo che funziona e ci sono anche i soldi, abbiamo 7 miliardi di euro in cassa. Nella procedura di semplificazione e nel collegato ambientale abbiamo già previsto numerose semplificazioni, ma è giusto chiedere di andare ancora avanti se serve alla difesa del territorio».

Quanto alla proposta di Nicola Morra, senatore del M5S, che vorrebbe affidare ai percettori del reddito di cittadinanza compiti di pulizia e ripristino dell’ambiente, Costa è favorevole: «Il green è di sicuro uno dei settori dove può svolgere lavori chi ha il reddito di cittadinanza. Ma si tratta di mansioni come la pulizia di caditoie o altri interventi di manutenzione ordinaria. Dovranno essere richieste capacità fisiche, non particolari competenze. E devo parlarne con la ministra del Lavoro, non intendo entrare nel suo settore a gamba tesa. C’è qualcuno che non vuole la legge sul consumo del suolo, ma non è stata ancora trovata la sintesi politica nonostante tutti siano consapevoli dell’importanza del provvedimento. Nel frattempo siamo intervenuti con misure contro la deforestazione e per migliorare l’efficientamento energetico».