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Autostrade, decisa la revoca della concessione ai Benetton. Conte: “Non possiamo più regalare soldi ai privati”

Nuvole sempre più nere sul futuro di Autostrade per l’Italia, la società del gruppo Atlantia di proprietà della famiglia Benetton. La revoca della concessione autostradale prospettata all’indomani del crollo del Ponte Morandi, alla fine, è arrivata. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha deciso. “Ci occupiamo di tutelare l’interesse dei cittadini italiani: non possiamo più regalare soldi ai privati“, annuncia il premier in conferenza stampa. Sulla società oggi è piovuta un’altra tegola: l’amministratore delegato del gruppo è ufficialmente indagato per attentato alla sicurezza e frode nelle forniture.

Autostrade, arriva la revoca della concessione ai Benetton

“A questo punto abbiamo deciso la procedura di revoca della concessione“, dichiara il premier Conte in conferenza stampa da Venezia. “Ieri i tecnici del governo, durante l’incontro con Autostrade per l’Italia (Aspi), hanno confermato alla controparte le ragioni per cui le loro proposte di transazione non sono accettabili“, spiega il presidente del Consiglio.

“O arriva in extremis una proposta a cui il governo non può dire di no, perché particolarmente vantaggiosa per la parte pubblica, oppure la revoca è già stata stabilita. Perché noi ci occupiamo di tutelare l’interesse dei cittadini alla manutenzione e alla sicurezza delle infrastrutture”, rimarca Conte.

Al Pd interessa che chi ha nuociuto non possa più nuocere, che ci siano garanzie sulle tariffe, gli investimenti, i controlli. Se questo si realizza con la revoca o con un radicale riassetto societario tocca al governo dirlo, sulla base delle analisi tecniche”, sottolinea in serata il vicesegretario del PD Andrea Orlando.

Martedì 14 luglio in Consiglio dei Ministri verrà presa la decisione finale sul dossier concessioni autostradali. Su posizioni contrarie resta però Italia Viva, che in CdM ha due ministri: Maria Elena Boschi, capogruppo del partito renziano alla Camera, avverte: “La revoca aprirebbe un contenzioso miliardario e il governo rischia la crisi”.

L’ad di Aspi indagato per attentato alla sicurezza dei trasporti

E sulle residue speranze del gruppo Benetton di conservare la concessione autostradale è piovuto oggi un altro macigno: Roberto Tomasi, attuale ad di Autostrade, è indagato per attentato alla sicurezza dei trasporti e frode nelle forniture pubbliche. L’inchiesta riguarda i pannelli fonoassorbenti sistemati sulla rete autostradale italiana, che si sono dimostrati pericolosi.

L’ad di Aspi è indagato per la sua presenza nel comitato nuove opere, l’organo tecnico che valutava gli investimenti della società. Nel fascicolo che coinvolge Tomasi si ipotizza anche la violazione al contratto di concessione firmato tra Autostrade e lo Stato.

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