Fase 2, autunno a rischio. Brusaferro (Iss): “Dati fanno prevedere seconda ondata Covid”

Brusaferro

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro avverte: “In autunno c’è il rischio obiettivo di una seconda ondata”. Proprio mentre il Governo valuta un possibile rinvio di 7 giorni per i viaggi tra le Regioni, in audizione in Commissione Bilancio alla Camera il presidente dell’Iss spiega: “I dati a disposizione fanno prevedere seconda ondata Covid“.

Brusaferro: l’ipotesi seconda ondata è basata su dati scientifici

Quello che temevano da tempo, e cioè che il calo dei contagi e il contenimento dell’epidemia a cui stiamo assistendo in questi giorni potesse essere temporaneo, sembra ora confermato dalle parole della massima autorità in campo di prevenzione del coronavirus, il presidente dell’Iss Brusaferro.

Che il clima potesse avere un ruolo nella diffusione del Covid-19 era noto. Il virus, come molti patogeni responsabili di infezioni respiratorie, teme il caldo, se presente nell’aria il Sole riesce a distruggerlo in pochi minuti, e soprattutto il tempo passato all’aperto in estate rende molto più difficoltosa la trasmissione tra persone tramite droplet.

Con l’arrivo dell’autunno però tutte queste condizioni spariranno. L’aria umida e fredda trattiene più a lungo le goccioline nell’aria, specialmente negli ambienti al chiuso, dove passiamo la maggior parte del tempo della stagione fredda. E dunque Brusaferro avverte: “In autunno si diffondono le infezioni respiratorie. Meno ore di Sole e di attività all’aperto facciamo, e più la circolazione aumenta”.

“Più ci si avvicina all’autunno, più si può andare incontro a una maggiore diffusione. L’ipotesi di una seconda ondata è un dato obiettivo: in autunno aumenta la probabilità di trasmissione. Cambia il clima e rimaniamo maggiormente in ambienti confinati”, spiega il presidente dell’Iss nel corso dell’audizione alla Camera, in Commissione Bilancio.

Brusaferro

“Con la riapertura ai viaggi tra Regioni servirà ancora più cautela”

“Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilità tra Regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a eventuali focolai”, sottolinea poi Brusaferro in vista della ripresa degli spostamenti tra le Regioni e tra gli Stati dell’Unione prevista dal 3 giugno. Sulla quale, però, il Governo sta valutando proprio in queste ore.

“Per gli scenari che immaginiamo, in autunno una patologia come il Sars-cov-2, che è trasmessa da droplet, si può maggiormente diffondere e si può confondere con altre sintomatologie di tipo respiratorio” e “la famosa ipotesi della seconda ondata è collegata a questo, che, dal punto di vista tecnico scientifico è un dato obiettivo”, spiega il presidente dell’Iss.

“Il virus è ancora presente e i comportamenti dei singoli sono le misure più efficaci per ridurne la circolazione. Questo è importante perché il numero di persone entrate a contatto con il virus è limitato, anche se varia da regione a regione”. E le “molte persone non entrate in contatto, e dunque suscettibili al virus, sono un serbatoio per la sua diffusione”, conclude Brusaferro.

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